Agriturismo ad Assisi, Casa Faustina

Itinerari per scoprire Assisi e l'Umbria

Assisi e l'Umbria

Casa Faustina si trova a 7km da Assisi, nel cuore dei più bei itinerari culturali, naturalistici, enogastronomici e spirituali dell'Umbria. Da qui sono facilmente raggiungibili città d'arte e borghi medievali come Spello (20 km), Perugia (20 km), Spoleto (40 km), Orvieto, Gubbio (40 km) e Montefalco (35 km).Vi accenniamo alcuni itinerari che il Cuore verde d'Italia offre.

Il Monte Subasio sovrastante Assisi ed il suo bellissimo parco vi faranno passare giornate indimenticabili con vari sentieri escursionistici che aprono la vista a scenari atemporali. Vi consigliamo la visita all'Eremo delle Carceri sui passi di San Francesco.

Percorsi Enogastronomici

Ci troviamo sulla Strada dei Vini del Cantico sulla quale potrete degustare i migliori vini della zona tra cui il Rosso di Torgiano DOC ed il Rosso di Assisi DOC. Possiamo consigliarvi visite nei vitigni e degustazioni in cantina. A 30 km da qui, raggiungerete anche la Strada del Sagrantino attraversando splendidi scenari per arrivare nei borghi medievali di Bevagna e Montefalco, facendo tappa in cantine rinomate ed enoteche dove assaggiare il Sagrantino di Montefalco DOCG oppure il Rosso di Montefalco DOC.

Percorsi Naturalistici

I percorsi naturalistici della Valnerina con le cascate delle Marmore, i Monti Sibillini e l'incantevole Castelluccio sono altre mete di grande bellezza che meritano una visita a un'ora di macchina da qui. Strada facendo, potrete visitare il duomo di Spoleto o fare una sosta in un'osteria della gastronomica Norcia. Anche le grotte di Frasassi, a un'ora e mezza di distanza meraviglieranno grandi e piccoli.

Saremo lieti di consigliarvi visite, itinerari e curiosità della regione. Troverete in basso alla pagina la descrizione delle rocche e dei castelli di Assisi.

Casa Faustina consiglia

Eremo delle Carceri ad Assisi

Raggiungibile anche a piedi (sono 5 km di strada in salita) da Assisi (seguire le indicazioni per il Monte Subasio) l'Eremo delle Carceri prende il nome dal fatto che San Francesco ed i suoi compagni vi si "carceravano" nella Solitudine e nel Silenzio per dedicarsi alla Contemplazione ed alla Preghiera. Inizialmente i frati usarono le numerose grotte presenti in zona, ancora oggi visitabili. Alla piccola chiesa originaria venne aggiunto nel 1400, sotto la guida di San Bernardino da Siena, il convento poi nei secoli ampliato fino ai giorni nostri. Molto mistica è la passeggiata nel bosco con le frequenti grotte naturali e le piccole cappelle ove i pellegrini si ritirano in meditazione. Prestate attenzione al leccio appena dopo il ponte: è l'albero della Benedizione di San Francesco agli uccelli! E da allora le colombe bianche non lasciano mai l'Eremo. 
Un ultimo consiglio: dopo aver visto l'Eremo delle Carceri proseguite la passeggiata verso il Monte Subasio. Il panorama dell'Umbria da lassù è indimenticabile.

Rocche di Assisi

La Rocca Maggiore e la Rocca Minore rappresentano uno degli esempi più emblematici degli interventi di politica difensiva effettuati dal Cardinale Albornoz , dal 1353 al 1367,in Umbria.

Rocca Maggiore

La Rocca Maggiore sorse probabilmente all'inizio del secolo XII , sulle rovine di un'antica arce etrusca , in posizione tale da poter dominare Assisi e la valle del Tescio. Le prime notizie certe che abbiamo sulla Rocca risalgono al 1174, quando l'Arcivescovo di Magonza ne prese possesso per conto di Federico Barbarossa, e da allora fu sede del potere feudale germanico fino a che Papa Innocenzo III cacciò il duca di Spoleto e con lui il piccolo Federico II di Svevia. Il popolo per la gioia di essere rientrati sotto la tutela papale abbattè torri e mura simbolo della dominazione imperiale. La città rimase sotto il dominio guelfo fino al 1319 quando se ne impadronì , con l'aiuto di Federico da Montefeltro e del Vescovo di Arezzo, il ghibellino Munzio di Francesco I Brancaleoni da Piobbico, i ribelli da lui capeggiati si abbandonarono anche ad atti di vandalismo sacrilego e simoniaco vendendo il tesoro conservato nella Basilica di San Francesco ai mercati di Arezzo, Fabriano e Firenze per 14.000 fiorini. Al termine della guerra tra Assisi e Perugia , nel 1321 una breve pace fu prologo di molti anni di insanguinate e cruenti battaglie al termine delle quali, nel 1330, le due rocche risultavano alquanto danneggiate e in stato di abbandono; tali rimasero sino al 1362 quando, il Cardinal Albornoz, decise le opere di ristrutturazione e rinnovamento che comprendevano, oltre il recupero delle due rocche assisane, la creazione di un sistema difensivo che dominasse tutta la pianura utilizzando castelli preesistenti fortificadoli e ampliandoli per questo fine. Grazie a quest'opera di ingegno militare, Assisi e il suo territorio diventarono sempre più ambita meta per il controllo della pianura tra Perugia e Foligno e delle sue vie di comunicazione. Nel 1385 Assisi ripassò sotto il dominio ghibellino con il Conte Guglielmo di Carlo Fiumi, alleato dei perugini nella lotta antipapale. L'altalenante avvicendamento guelfi-ghibellini si protrasse sino al 1442 quando, dopo un lungo assedio, prima la Rocca Minore, il 13 dicembre ,poi la rocca Maggiore, il 18 gennaio, si arresero a Niccolo I Piccinino il quale vi imprigionò il suo fido Antonello della Torre , Signore di Sterpeto , accusato di tradimento. Dal 1458 iniziarono altri lavori di ampliamento con la costruzione del torrione ottagonale, e la realizzazione di un corridoio di collegamento dalla rocca al maschio per concludersi quasi un secolo dopo nel 1538 con l'inserimento nel sistema difensivo di un bastione d'ingresso circolare su cui spicca , ancor oggi, lo stemma pontificio. Oggi, la Rocca Maggiore appare costituita da una cinta trapezoidale con torri in ciascun angolo. Al centro si trova il castello munito di un'alta torre e la cinta muraria, che termina con la torre dodecagona.

Rocca Minore

Il Cassero di S. Antonio, meglio conosciuto anche dagli assisani come rocca Minore, deve il suo nome alla confraternita di S. Antonio e S. Giacomo che si trova presso la porta dei Cappuccini sottostante alla rocca. Viene anche chiamata Rocchicciola. Entrambe le rocche sono collocate nei punti piu' alti di Assisi e sono collegate tra loro da una lunga muraglia nella quale , si crede, ci sia un percorso segreto.

Castelli nei dintorni di Assisi

Questo itinerario è percorribile in auto ed include 10 dei principali castelli nel comune di Assisi. Le rovine del castello di Mora che danno il nome alla Frazione si trovano ad 1 km da Casa Faustina, i castelli di Beviglie e Tordibetto si trovano nelle immediate vicinanze sulla strada che collega Casa Faustina con Palazzo di Assisi dove sorge il Borgo completamente ristrutturato di Palazzo, oltreché Sterpeto e San Gregorio.

Introduzione

Nei pressi di Assisi, intorno al XII secolo iniziarono a sorgere numerosi castelli, rocche e fortezze, teatro di vicende medioevali. Queste costruzioni sono per lo più dei veri e propri borghi fortificati, con torri, bastioni e fossati, protette da case edificate una accanto all'altra, sino a formare una cinta muraria. I castelli vennero edificati in punti nevralgici. Spesso e volentieri, nel territorio dell'assisano, troviamo queste costruzioni erette su colli, in campagna e nella vallata attraversata dal fiume Chiascio, al fine di avere il totale dominio sui territori controllati. Un grande sviluppo demografico si ebbe a partire dal X secolo. L' agricoltura crebbe progressivamente, divenendo una vera e propria risorsa economica e tutti i processi che si collegarono ad essa diedero il via all' evolversi di questi centri. Nel corso dei secoli, molti di essi furono ridotti a cumuli di macerie, a seguito di lotte, guerre e carestie. Altri invece sono rimasti in piedi, anche se nel tempo è cambiato il loro impiego. Il ruolo di strutture di difesa ha poi subito un profondo ridimensionamento e gli elementi di fortificazione sono o scomparsi, oppure hanno assunto una funzione esclusivamente decorativa. A tutt'oggi comunque, in molti castelli sono ancora visibili torri, fossati e ponti levatoi, a memoria del passato e di un epoca di grande suggestione storica.

Beviglie

Castello situato a nord di Assisi, domina dall'alto la sottostante pianura di Palazzo e Tordibetto . La costruzione risale alla fine del secolo XII e, con ogni probabilità deve il suo nome ad origini romane. A testimonianza di questo, una lapide della stessa epoca, rinvenuta nella chiesa di San Giovanni. Ospitò sempre pochi abitanti, i quali intorno alla metà del secolo XIV scesero nel sottostante castello di Tordibetto, che si presentava più sicuro. Nelle vicinanze del castello sorgevano alcuni molini per il grano, boschi di querce, castagneti, mandorleti. Dal castello partiva una strada campestre che conduceva a Santa Maria degli Angeli, chiamata Strada della Madonna. Beviglie è famosa, nella storia francescana, poiché si tramanda che vi nacque frate Elia (Assisi 1180 ca.- Cortona 1253), uno dei primi seguaci di San Francesco. Protetto dal cardinale Ugolino dei conti di Segni futuro papa Gregorio IX), diede una solida organizzazione pratica e giuridica al giovane Ordine, avviandolo all'attività missionaria e scientifica. Dopo la canonizzazione di san Francesco (1228), con le offerte raccolte in tutto il mondo, Elia costruì la basilica del Santo in Assisi, della quale è oggi riconosciuto unico e vero architetto (1228-1236). Dopo molte battaglie, intervenute nel corso dei secoli, nel 1400 il castello si arrese al potere dei Visconti di Milano. Nel '700 passò sotto la giurisdizione del Sacro Convento di Assisi. Oggi, il castello di Beviglie si presenta quasi a forma quadrata, con due torri cilindriche che uniscono poderosi resti di mura, conservate ancora in buono stato e ristrutturate nel 2003?.

Mora

Immerso in un incantevole scenario tra olivi e vigneti, si trova citato per la prima volta nel secolo XII fra le terre appartenenti al duomo di Assisi; fronteggia il castello di Sterpeto con il quale condivide le vicende storiche. La prima notizia risale al 1110 quando compare in un atto di donazione a favore della chiesa di San Rufino. Nel 1232 era al centro di una delle 51 balie (o frazioni) di Assisi. Feudo di Astorre Baglioni, nel 1498 gli abitanti di Mora scacciarono brutalmente i rappresentanti del comune di Assisi, arrivati per prenderne possesso, riconoscenti com'erano ai Baglioni che li avevano aiutati durante alcuni difficili momenti; l'intervento del legato pontificio non sortì effetto milgiore. Astorre, comunque, perse feudo e anche la vita durante una strage del 14-15 luglio 1500 avvenuta a Perugia tra i menmbri della famiglia Baglioni che si erano divisi in due frazioni, filo-veneziana e filo-fiorentina. Nel 1573 furono scelti due probi cittadini di Mora per dirimere alcune discordie nel castello di San Gregorio che sorge poco distante. Nel 1573 contava 449 abitanti che scesero a 265 nel 1618, a 131 nel 1656 e a 133 nel 1701. Nel 1694, Mora propose un ricorso, insieme agli altri castelli di Assisi, contro l'aumento di 50 scudi annui della retribuzione dei medici, sostenendo l'inadeguatezza delle prestazioni offerte nelle località di campagna. Architettonicamente è ancora visibile lo schema medievale a pianta quadrata con quattro torri angolari e due intermedie in una delle quali si apre l'unica porta castellana. Il mastio, ricco di feritoie, ha forma esagonale con un lato all'interno del fortilizio e gli altri che guardano a valle; ai piedi c'è l'imbocco di una galleria che porta all'interno del nucleo castellano.

Palazzo

Fu denominato castello dopo la metà del XV secolo. Al suo interno si trova la bella chiesa di Santa Maria delle Grazie. Nei secoli numerose furono le modifiche apportate per la necessaria fortificazione a scopo difensivo, specie in previsione della battaglia tra Assisi e Perugia, dalla quale ne uscì vincitore. Palazzo fu al centro di molte altre vicende belliche e venne sempre considerato il castello più fedele ad Assisi.

Sterpeto

La sua costruzione risale all'incirca al XI secolo. Numerose le vicende che videro coinvolto il castello di Sterpeto, già a partire dal 1319 quando si trovava sotto il controllo della guelfa Perugia, come avamposto militare contro i ghibellini di Assisi. Successivamente, il castello passò sotto la giurisdizione dei Visconti di Milano. Nel 1443 Sterpeto fu sotto il potere di Braccio I Baglioni, figlio di Malatesta e genero di Braccio Fortebracci, il quale derubò gli abitanti di tutte le armi e del bestiame, e per tale reato fu subito allontanato. Dopo numerose battaglie nel 1462 tornò alla famiglia assisana dei conti Fiumi. La discendenza diretta si interruppe nel 1684; dopo una lunga causa con la Camera Apostolica, l'eredità passò a Paolo Emilio di Girolamo Ridolfo Roncalli e d'Almena Fiumi che ne riperse il cognome. Così facendo, gli eredi amministrarono la contea di Sterpeto sino alla prima metà dell'800. Il castello è posto sulla sommità del borgo medievale e si può ammirare percorrendo la strada Pianello-Assisi. Una porta d'ingresso munita di torri immette il visitatore direttamente nel suggestivo borgo medievale e permette l'accesso, tramite una via stretta, alla massiccia torre posta alla sommità del complesso edilizio.

San Gregorio

Il castello è situato nei pressi di Pianello ed è oggi una delle fortificazioni più suggestive della zona. Sorse nel X secolo e venne fortificato due secoli più tardi, data la sua funzione strategica, divenendo pertanto importante sentinella della valle e del borgo. Fu una piccola cittadella autarchica con propria guarnigione militare. Il nome del castello e della chiesa presero origine da San Gregorio, martire di Spoleto morto durante la persecuzione degli imperatori Diocleziano e Massimiano( ca. 310 dc). Esistono soltanto pochi resti della chiesa a lui dedicata(consacrata nel 1120), che fu proprietà della cattedrale di S. Rufino. Alcuni pregevoli affreschi di Francesco Tartaglia sono oggi conservati nella pinacoteca comunale di Assisi. Il castello fu protagonista di grandi battaglie di predominio tra Perugia ed Assisi, sino alla fine XVI secolo. A poca distanza, in posizione dominante e suggestiva, si eleva un castello ottocentesco costruito dalla famiglia Bosco di Roveto. La fortificazione quadrilatera con alte torri angolari a merlatura guelfa, di forma circolare era l'antica residenza signorile tipica dell'epoca medievale; oggi è stata adibita a confortevole e suggestivo albergo ristorante.

Rocca Sant'Angelo

E' una fortificazione molto ben conservata. La Rocca possiede due porte di accesso: una situata a valle, formata da un arco a tutto tondo, e l'altra che guarda verso il monte, una tipologia questa comune alla maggior parte degli insediamenti distribuiti lungo il crinale del colle. Anche Rocca Sant'Angelo fu teatro di lotte, guerre e contese tra Perugia e Assisi. La rocca ebbe almeno tre chiese: Sant'Angelo appunto, il cui culto risale probabilmente all'epoca longobarda, Santa Maria del Castello e Santa Maria fuori del castello, quest'ultima denominata anche Santa Maria della Rocchicciola o Santa Maria in Arce. Fu proprio qui che sorse uno dei primi conventi francescani, un vero e proprio romitorio, appartato com'era dalla città di Assisi. Di quell'antico convento si possono ancora ammirare la struttura ed il chiostro, oltre agli affreschi di scuola giottesca e perugina che la chiesa di Santa Maria in Arce conserva ancora. Come arrivarci: provenendo da Assisi, quasi a metà tra Palazzo e Petrignano, si svolta a destra e, attraverso una stradina che si inoltra tra i campi e sale verso la collina in direzione nord est, si giunge al borgo medievale Rocca Sant'Angelo.

Petrignano

Petrignano prese parte costantemente alle lotte tra Assisi e Perugia. La sua edificazione si può far risalire all' XI secolo. Il castello sorge sulle rive del fiume Chiascio; Petrignano diede i natali ad un importante personaggio del risorgimento italiano, il Generale Luigi Masci.

Torchiagina

La torre di Torchiagina sorge nelle vicinanze di Petrignano, nella pianura di Assisi sulla riva del Chiascio. Il suo nome deriva da "Clasina", il nome latino del fiume Chiascio. Per la sua posizione strategica come terra di confine, prima tra il ducato di Spoleto, poi come avamposto di Assisi verso Perugia, fu sempre al centro di violenti scontri armati. Tra il XIV e il XVI secolo si svolsero numerose battaglie. Durante uno degli ultimi scontri, nel 1540, si consumò anche una vicenda d'amore, conclusa in tragedia. Il conte Braccio II di Grifonetto Baglioni aveva relegato nel castello la propria moglie Ventura, affidandone la custodia al genero Annibale Baldeschi che aveva sposato una sua figliola bastarda. Quando però si accorse che i due erano divenuti amanti li fece trucidare. Non contento di questo il conte decapitò anche il fratello di Annibale, Cesare Baldeschi ed espose la sua testa mozzata nella pubblica piazza di Perugia. Nel 1571 la località fu elevata a contea e concessa alla famiglia dei Bindangoli, originari di Bergamo, i quali vi issarono il proprio stemma. Nel 1579 Torchiagina ospitò il cardinale Carlo Borromeo rettore del ducato di Spoleto, giunto con il preciso scopo di porre fine ad alcuni dissidi tra le varie frazioni di Assisi. Successivamente il castello passò alla famiglia Fiumi di Roncalli di Assisi, sino alla metà del XVIII secolo.

Tordandrea

Il castello è situato nel bel mezzo della campagna assisana. La prima documentazione medievale giunta sino ad oggi testimonia la presenza nel luogo, di tracce di civiltà longobarda. Si suppone che la torre, intorno alla quale sorse successivamente il castello di Tordandrea sarebbe stata edificata nel 1297. Il suo nome deriva dal proprietario della torre stessa, Andrea degli Abbati, con ogni probabilità figlio di un monaco, tale Paolo dell'abbazia di San Benedetto al Monte Subasio. Il fatto più importante del quattrocento nella storia di Tordandrea è il suo incastellamento, realizzato a scopo difensivo nel 1431. Fu creata all'uopo, una cinta muraria, ricavata unificando i muri esterni delle case per collegarli tra loro, sino a creare un solo corpo, il cosi' detto "corpo castellano", al cui interno si sarebbe potuto accedere solo attraverso l'unico portale, tutt'ora esistente e munito di ponte levatoio sul fossato circostante. Il castello rimase sotto il potere dei Baglioni fino al 1600, con gli ultimi signori Braccio e Carlo, nipoti di Galeotto i quali proprio nello stesso anno venderanno il marchesato a Giulio De' Conti Montauto.

Tordibetto

Posto lungo la strada Assisi - Petrignano - Perugia, il castello fu eretto da Betto di Menico nel 1408, sulla base di un preesistente nucleo difensivo, costruito a difesa di alcuni edifici destinati alla lavorazione e al ricovero delle granaglie. Nel 1600 ospitò vari artisti perugini, come B. Bandiera e F. Appaiani, operanti nel territorio per varie committenza di stampo minore. La chiesa di S. Bernardino, appena fuori le mura risale al 1488 quando Menico Renuzio lasciò tre fiorini per farvi dipingere l'immagine di un Crocifisso. Intorno al castello di estendevano i possedimenti delle confraternite del Rosario e di San Bernardino.